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  • jmenica

"bimbo, e tu sei un cittadino del mondo"

Casa, beh uno se la pone quella fatidica domanda quand'é un pò nomade come me. Dov'é casa? Mi ricordo ancora quand'ero piccolo e mi sentivo dire con quell'accento toscano: "bimbo, e tu sei un cittadino del mondo". Forse. Di sicuro ero li che facevo si con la testa ma ci capivo ben poco. Allora si, ho vissuto in due continenti diversi, quattro paesi e non so neanche più quanti traslochi ho fatto. Quindi tecnicamente si, sono un cittadino del mondo.

Penso comunque che anche se fossi li sempre a girare, avrei la necessità di individuare in qualche posto, immaginario o reale che sia, una casa.

Allora mi viene da pensare che forse c'é chi gira perché casa non l'ha ancora trovata, chi gira perché casa ce l'ha dentro, e chi gira perché casa é un pó ovunque dove mette piede.

E io non so ancora quale dei tre. Di sicuro ho il "palleti'o" che tradotto dal livornese vuol dire che non so stare fermo.


Fatto sta sono qui dopo venti giorni di viaggio, Incontro gente che mi chiede dove sto in Europa e io ogni volta sono un pò impacciato perché non so di preciso cosa rispondere. Londra? Parigi? Livorno? Dico: Tutti e tre. Ma sento che non é esattamente vero.

"Viaggio cosi la trovo" E se non é vero? Se é solo un'illusione? Se alla fine di tutto questo, io non l'ho ancora trovata?

Mi guardo dritto negli occhi allo specchio e vedo sprazzi di me in ogni frammento di vita che da soli non hanno senso ma a distanza di anni, messi insieme, hanno una logica pazzesca. Allora mi dico che devo solo avere fiducia, che tutto questo muoversi porterà sicuramente a un momento preciso della mia vita dove dirò: ma guarda te, é fottutamente chiaro ora.

Un pò come Forrest Gump che corre per più di tre anni e poi di colpo si ferma.


Per chi non mi conosce, ho una famiglia tutta sparpagliata per il mondo e sono cresciuto andando un pò di qua e un pò di la a trovare l'uno e poi l'altra. Da piccolo vivevo con mia madre sull'Isola di Gorée, davanti a Dakar, in Senegal e ogni tanto andavo a trovare mio padre a Livorno. E Una volta mio nonno mi chiese dove mi trovavo meglio, risposi con tutta l'innocenza di un bambino di 5 anni: sull'aereo, perché sono in mezzo ai due.

Allora forse viaggio perché ho ancora dei resti di quel bambino che cerca di capire dov'é casa, che si dice che vivendo di la e di qua, colleziona pezzi per crearsene una. Che stando troppo fermo da una parte, forse si dice che chi sta di là si dimentica di lui e che perderá l'occasione di recuperare il pezzo che gli manca.

Sono cresciuto ora, e non penso che sia ancora questa la ragione, probabilmente qualche resto si, ma ci ho talmente lavorato su che la risposta che mi viene é che sto collezionando pezzi di casa ovunque ora, ma della MIA casa, non quella di mio padre, ne quella di mia madre.

E lo devo fare viaggiando perché ce l'ho nel sangue. Perché come dicevo nel post di ieri, é l'animale che mi grida dentro che mi parla.


Allora casa é dove stai bene, casa é uno di quei posti a cui pensi quando non ci sei, e puó essere anche qualche persona speciale, la famiglia, o un semplice abbraccio ricevuto. Casa é una canzone, un sorriso, un odore. É quando ti guardi negli occhi e senti pace. Casa é un pó di tutto questo. Forse poi farò come Forrest e mi fermerò di colpo perché avrò trovato un posto che sia immaginario o reale... E mi piace l'idea di scoprirlo sempre di più a giro per il mondo.


E voi come vi sentite?






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