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  • jmenica

Hello mister

No, non il mister allenatore che ti fa fare 50 giri di campo... quella era un'epoca diversa.


Che sia un vecchio, dei ragazzi sul bordo strada o bambini che stanno giocando, quando ti vedono sono entusiasti di poterti salutare con un "hello mister".

Che tu sia donna o uomo sempre "hello mister" é.

Poi la domanda dietro "where are you from o what's your name?"e Hanno usato tutto il loro vocabolario di inglese... e sono contenti. Eppure tu. Perché quel sorriso che hanno stampato sulla faccia é estremamente contagioso.

L'Indonesia... Al di là dei posti paradisiaci qui é bello per la gente.

Sempre sorridenti, sempre disponibili, sempre pronti a farsi una bella risata.

Mi son ritrovato a pensare all'Italia di trentanni fa. Quando la gente si parlava per strada, si aiutava, si educava a vicenda. Ora é tutto cambiato. Con l'arrivo della tecnologia la gente ha smesso di parlarsi veramente. Vedo spesso I ragazzi per le strade di Livorno, magari seduti tutti insieme ma in silenzio perché hanno tutti il telefono in mano.

Qui pure ma sarà per una questione probabilmente economica e che quindi non si possono permettere internet a volontà ma lo fanno molto di meno. Ti salutano quando passi.

Mi viene in mente la bambina a cui ho fatto la linguaccia mentre guidavo lo scooter... La sua bellissima e pura risata. E quando sempre in scooter son passato su una pozzanghera e ho lanciato un grido di gioia, la risata dei tre che mi hanno visto é stato il mio regalo.

Per chi mi conosce sa che amo la gente. Che amo fare una chiaccherata e far ridere sconosciuti, che prima di partire mi ero anche un pó spento, ma qui é tutto cosi facile e son pieno di gratitudine per quest'avventura.

Sono un pó stanco di correre dietro autobus e aerei ma ogni volta ne vale la pena.

Certo non parlo delle sudate impressionanti che ti fai qui. Amo il caldo, veramente. Ma 33 gradi e a sensazione 42 perché l'umidità non scende sotto il 94% é una bella tortura. Cambio maglietta una o due volte al giorno e ne ho 4. Il tempo trascorso a lavarle é disumano.

Quindi, quando sono su uno scooter é pura gioia.

E la gente te lo fa un pó dimenticare.


Poi qui specialmente sull'isola di Flores, vogliono selfie su selfie con te. Perché sei bianco, perché ancora il turismo pesante non é arrivato. La guida in Vietnam mi disse che la gente si vuole fotografare coi bianchi perché portiamo Fortuna. Non so se qui é la stessa cosa ma va bene lo stesso. É bello farli contenti.


Altro esempio della loro gentilezza:

Insieme a un'amica di viaggio cercavamo un ristorante semplice per il pranzo di Natale. Ne abbiamo visto uno, la porta ben aperta, sicché siamo entrati.

IL tempo di capire che erano tutti a tavola fra di loro per il loro pranzo di Natale e che la porta era aperta solo per far entrar aria, era troppo tardi. Appena ci hanno visto si sono alzati e ci hanno invitato a mangiare con loro. Ci hanno offerto il loro pranzo. Pura gentilezza. E bene o male siamo riusciti a comunicare e chiaccherare un pó. Ci hanno spiegato che offrire specialmente a Natale é importante per loro.

Quand'é che si faceva cosi in Italia? Nostalgia di un tempo lontano. Nei racconti dei miei nonni forse. Ora ti guardano e ti trattano male se fai una cosa del genere.


Ora é vero che la gentilezza degli indonesiani é molto particolare, ma di meno in zone altamente turistiche. Per esempio tutta la parte sud di Bali ormai é un assalto a chi prende più soldi dai turisti.

Ti dicono anche che l'autobus non passa più, pur di farti salire sul loro taxi (taksi in Indonesiano). E quindi ti chiudi e dopo un pò rischi anche di rispondere male perché non mollano mai.

Poi basta uscire dalla zona e tutti di nuovo pronti ad aiutarti senza chiedere niente in cambio.

Per dire quanto mi piace l'Indonesia, ho chiesto un mese in più di visto. Ah si, altra storia ganza da raccontare: quando sono andato a fare la domanda per il visto ero a Labuan Bajo, sull'isola di Flores nella parte est dell'Indonesia. Ero li a visitare quell'enormi bestie dei Dragoni di Komodo (ci sono andato in barca). Ingoiano quasi 45 kg in una volta. Bisognava stare almeno a 5 metri da loro. Stavo a dieci. Comunque sarà raccontato in un post a parte.

Insomma tra le domande che ti fanno all'immigrazione c'é anche il mestiere che faccio. Quindi io rispondo: attore. Dieci minuti dopo avevo tutto l'ufficio immigrazione a fare selfie con me. Lasciavano la loro scrivania e tutti sorridenti dicevano: foto foto.

Sapete benissimo che non sono famoso ma per loro era la prima volta che vedevano un attore e mi ha fatto un piacere immenso renderli felici. E sono uscito da li con un mese in più sul mio visto.

Ancora una volta confermo che la bellezza del viaggio sono le persone che incontri.


Allora pirati, quando partite?











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